INTRODUZIONE ALL’ HRV (HEART RATE VARIABILITY)

Il battito del nostro cuore è regolato da impulsi elettrici. Il cuore è un muscolo che come tutti gli altri muscoli deve ricevere uno stimolo dal sistema nervoso per contrarsi (muoversi). Gli stimoli elettrici verso il cuore vengono rilevati con ECG (elettrocardiogramma) o, in modo molto semplificato, anche dai cardiofrequenzimetri. È risaputo che la frequenza cardiaca non è però costante ma che tra un battito e l’altro può trascorrere una porzione di tempo più o meno variabile. Questa è in sostanza la variabilità HRV (tradotto in variabilità della frequenza cardiaca)

VARIABILITA’ DELLA FREQUENZA CARDIACA

Il grafico riporta un tracciato di un elettrocardiogramma, dove si notano le tipiche tre deflessioni, P, QRS e T, che rappresentano la formazione e la diffusione dell'impulso elettrico cardiaco lungo le vie del sistema di conduzione. L’intervallo tra due battiti cardiaci successivi(R-R), varia continuamente e lo studio di questa variabilità (HRV) ci fornisce molte informazioni sullo stato fisiologico del nostro organismo.

L’HRV viene regolata dal sistema nervoso autonomo e dalle sue diramazioni simpatiche e parasimpatiche; si può quindi considerare un marker importante e non invasivo dello stato di salute del sistema nervoso autonomo.

La componente simpatica svolge la funzione di attacco e fuga (fight or flight). Viene attivato in situazioni di stress e possibile pericolo, ci aiuta a rimanere concentrati e affrontare tutte quelle situazioni che richiedono una nostra pronta reazione. Quando si attiva vengono prodotti ormoni dello stress, la pressione sanguigna si alza e aumenta la frequenza cardiaca, diminuendo l’HRV.

La componente parasimpatica (rest and digest, riposa e digerisci) risulta essere antagonista alla prima, il corpo si rilassa, l’omeostasi quindi l’equilibrio fisiologico dell’organismo viene ripristinato. In questo caso pressione sanguigna e frequenza cardiaca diminuiscono, aumenta invece l’HRV.

Idealmente i due sistemi si dovrebbero trovare in costante equilibrio, tuttavia la nostra quotidianità stressante, e, influenze esterne come i campi elettromagnetici, fanno prevalere il ramo simpatico del nostro sistema nervoso autonomo, sottoponendo l’organismo a uno stato di distress (stress prolungato e negativo), che se protratto nel tempo può minare seriamente la nostra salute.

Le capacità di adattamento agli eventi stressanti sono fattrici fondamentali per il mantenimento della salute. In effetti, gli studi scientifici hanno mostrato che i soggetti che hanno un’alta variabilità della frequenza cardiaca presentano livelli di salute più elevati e sono in grado di reagire più efficacemente agli stress, alle infiammazioni ed alle patologie. Al contrario, i soggetti con bassi valori di HRV sono caratterizzati da uno stato di infiammazione cronica, stress cronico ed esposizione a patologie, anch’esse croniche. Si è visto infatti che i soggetti affetti da patologie croniche, come malattie cardiovascolari, diabete, artrite reumatoide o tumori, hanno dei valori di HRV particolarmente bassi; non solo, tra i pazienti affetti dalle suddette patologie, quelli che hanno valori più alti di HRV sono meno esposti a complicanze, hanno una prognosi più favorevole e sono più responsivi alle terapie, rispetto ai pazienti con valori più bassi. I valori dell’HRV sono inoltre correlati al funzionamento dei nostri processi emotivi, cognitivi, comportamentali e sociali: soggetti con una HRV più elevata sono in grado di reagire più efficacemente alle sollecitazioni ambientali modulando non soltanto le funzioni biologiche, ma anche quelle cognitivo-comportamentali, emozionali e sociali per adattarsi alle diverse situazioni. Non a caso i soggetti che soffrono di depressione, ansia o sindrome da stress post-traumatico hanno valori di HRV significativamente più bassi rispetto ai soggetti sani.

Gli studi clinici pubblicati sulla HRV hanno infatti riguardato i seguenti argomenti:
o cardiologia
o ipnosi
o depressione
o ansia
o stress
o psichiatria
o terapie psicologiche
o asma
o gravidanza
o diabete

CONDIZIONI DI STRESS E CONDIZIONI OTTIMALI

Si riporta a titolo esemplificativo lo schema di una variabilità HRV di un soggetto sottoposto a stress.

Questo è lo stesso grafico di un soggetto in condizioni ottimali.

Per approfondimenti sugli studi pubblicati si rimanda al seguente link:

https://scholar.google.it/scholar?q=HRV+studi+scientifici&hl=it&as_sdt=0&as_vis=1&oi=scholart

LO STUDIO IGEF

La società IGEF (Società internazionale per l’elettrosmog e la ricerca) ha testato l’efficacia del G- Sticker ad inizio 2020.

Lo studio è stato basato sulla misurazione spettrale dell’HRV in soggetti di diversa età ed estrazione sociale prima e dopo l’applicazione dell’adesivo G-Sticker sui dispositivi da loro utilizzati, come cellulare, tablet, telefono cordless, pc e gaming console. Il risultato si è tradotto in un significativo aumento dell’HRV in un arco di tempo che variava dai 12 ai 18 giorni, quindi un lasso di tempo piuttosto breve.

DONNA DI 42 ANNI CON UTILIZZO DEL CELLULARE

Si riporta il grafico, a titolo esemplificativo, di una donna di 42 anni che fa un uso normale del cellulare.

Situazione senza adesivo G-Sticker.

Situazione dopo solo 8 giorni di utilizzo del cellulare con l´adesivo G-Sticker.

È visibile il netto miglioramento del parametro.

UOMO DI 62 ANNI CON UTILIZZO DI PC E TABLET

Riportiamo anche l’esempio di un uomo di 62 anni con utilizzo quotidiano di PC e Tablet.

Situazione senza adesivo G-Sticker.

Situazione dopo solo 8 giorni di utilizzo del cellulare con l’adesivo G-Sticker.

Anche in questo caso il miglioramento è netto.